Still the mind – di Alan Watts

Un’opera famosissima, dalla quale ho estratto alcuni consigli riguardo la pratica della meditazione.

Osservare che cosa accade all’esterno e all’interno, i nostri propri pensieri, emozioni, reazioni, come se fossero elementi esterni. Se è noioso, osserviamo la noia.

Semplicemente osservare, senza cercare di modificare o di giudicare.

La meditazione è contemplazione. Non ha alcuno scopo. Non è come suonare il pianoforte, dove la pratica porta alla perfezione. Non c’è l’idea del tempo, non è importante imparare rapidamente, il punto è l’essere nel presente. Come una pianta, che è perfetta in ogni momento, la ghianda come la quercia.

La respirazione

Respiro: sia volontario sia involontario. Ricerchiamo la consapevolezza del respiro.

Un respiro potente non è dato dal potere muscolare, ma da gravità e peso.

Sediamoci con la schiena diritta, leggermente scomodi.

Diventiamo consapevoli del respirare, lasciamo che il respirare accada, osserviamolo.

Lasciamo che il respiro esca, senza spingerlo. Lasciamo che torni dentro, non tiriamolo.Lasciamolo cadere dentro e cadere fuori di nuovo. Dentro attraverso le narici, fuori attraverso le labbra.


La respirazione è una delle tecniche più efficaci e immediate per la meditazione. Riporto qui l’audio completo di Still the mind, per chi conosce la lingua inglese.

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